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		<title>Giuseppe Pozzone, abate tra la voga e il latino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristian Bonomi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 07:53:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;abate Giuseppe Pozzone, insegnante milanese di Umanità al ginnasio di Brera, muore ad Appiano Gentile dopo oltre vent&#8217;anni di docenza su quella cattedra. Precettore in casa Manzoni e concorrettore de &#8220;I Promessi Sposi&#8221;, compone tra l&#8217;altro versi ironici sul clero &#8230; <a href="https://ioprimadime.com/giuseppe-pozzone">Continua</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_218" style="width: 282px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Labate-Giuseppe-Pozzone.jpg"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-218" class="wp-image-218" src="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Labate-Giuseppe-Pozzone-202x300.jpg?resize=272%2C403" alt="L'abate Giuseppe Pozzone professore Brera sepolto Monumentale" width="272" height="403" srcset="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Labate-Giuseppe-Pozzone.jpg?resize=202%2C300&amp;ssl=1 202w, https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Labate-Giuseppe-Pozzone.jpg?resize=691%2C1024&amp;ssl=1 691w, https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Labate-Giuseppe-Pozzone.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w" sizes="(max-width: 272px) 100vw, 272px" /></a><p id="caption-attachment-218" class="wp-caption-text">L&#8217;abate Giuseppe Pozzone</p></div>
<h5 style="text-align: center;">L&#8217;abate Giuseppe Pozzone, insegnante milanese di Umanità al ginnasio di Brera, muore ad Appiano Gentile dopo oltre vent&#8217;anni di docenza su quella cattedra. Precettore in casa Manzoni e concorrettore de &#8220;I Promessi Sposi&#8221;, compone tra l&#8217;altro versi ironici sul clero milanese di cui fa parte.</h5>
<p style="text-align: left;">L’abate Giuseppe Pozzone nasce a Trezzo sull&#8217;Adda nella via dei Moroni, che oggi porta il suo nome, il 13 febbraio 1792: alle 16.00. In quale casa è una lapide a dirlo, anche se sbaglia la data. Del resto, il locale poeta e giurista <a href="http://ioprimadime.com/luigi-medici" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Luigi Medici</strong></span></a> definì &#8220;pedestri&#8221; il marmo e l&#8217;intitolazione della contrada al &#8220;Professor Pozzone&#8221;. La madre <strong>Anna Maria Brambilla</strong> lo sospinge al sacerdozio, cui lo introduce il molto reverendo zio <strong>Andrea Pozzone</strong>, preposto di Trezzo tra il 1808 e il 1827 nonché autore di un &#8220;<em>Discorso panegirico-morale della Sacrosanta Spina</em>&#8220;. Giuseppe si accosta alla tonsura in età di diciotto anni e, il 27 settembre 1815, è sacerdote. Nonno <strong>Antonio</strong> detto &#8220;<em>Paròn&#8221;</em> gli riesce di devoto esempio: in processione mette la veste verde dei confratelli votati a San Rocco; ma si sposa due volte e genera 16 figli, 12 dei quali sopravvissuti fino a valergli un’immunità fiscale. Il suo cognome risuona in paese già dal Seicento, non senza frequenti devozioni fiorite lungo l&#8217;Adda. Antonio diviene portinaro del Porto trezzese che vede dalla finestra e, ultrasettantenne, ancora guida la risalita di tre barconi da Cassano a Brivio per 240 £.</p>
<div id="attachment_219" style="width: 285px" class="wp-caption alignright"><a href="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Ritratto-probabile-di-Andrea-Pozzone-parrocchia-di-Trezzo.jpg"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-219" class="wp-image-219" src="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Ritratto-probabile-di-Andrea-Pozzone-parrocchia-di-Trezzo-225x300.jpg?resize=275%2C367" alt="Ritratto probabile di Andrea Pozzone (Parrocchia di Trezzo)" width="275" height="367" srcset="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Ritratto-probabile-di-Andrea-Pozzone-parrocchia-di-Trezzo.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Ritratto-probabile-di-Andrea-Pozzone-parrocchia-di-Trezzo.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Ritratto-probabile-di-Andrea-Pozzone-parrocchia-di-Trezzo.jpg?w=2000&amp;ssl=1 2000w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a><p id="caption-attachment-219" class="wp-caption-text">Ritratto probabile di Andrea Pozzone (Parrocchia di Trezzo)</p></div>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">È</span></span> largo di spalle Giuseppe Pozzone che, oltre al latino di zio, impara come remare da nonno e dal papà barcaiolo. Nel 1796 vede sprangare il postribolo di Trezzo che, sul fiume, sta proprio sotto casa sua. E a sette anni si ritrova le truppe austriache accampate nel cortile da cui rubano quattro cavalli buoni: <em>Paròn</em> se li fa risarcire 122 gigliati. A don Andrea i soldati rapinano anche 23 salami, 4 paia di calze e un bastone in canna d’India. Giuseppe Pozzone gli vuole bene, dandogli del voi. E, quando zio muore, lo difende in una poesia da certe accuse di negligenze che definisce &#8220;bave serpentine&#8221;. Il verso era la sua spada.</p>
<p>Castello (sopra Lecco), Barlassina, Milano e Monza. Questi i seminari frequentati da Giuseppe quando, nel 1815, officia la Prima Messa milanese in San Marco: vicino all’omonimo laghetto sulla cui riva i barcaioli Pozzone posseggono una casa d’appoggio. Oltre al breviario i suoi occhi neri scorrono Orazio, Parini, Manzoni, Milton. E nel 1819, speso tra parrocchie e collegi, viene designato Professore d’Umanità al collegio di Cassano e poi nel ginnasio di Brera, succedendo per 22 anni a <strong>Giuseppe Parini</strong>. Lo chiamano &#8220;Chioccia degli Studenti&#8221; perché certi allievi gli portano il buongiorno sull’uscio di casa, dove lo scortano anche dopo lezione. Alloggia al civico 1551 di via Fiori Oscuri con la zia <strong>Maria Pozzone</strong> ved. <strong>Volpati</strong>, la sorella nubile <strong>Carolina</strong> e il fratello <strong>Leopoldo</strong>, la cui disfatta di mercante costringe Giuseppe a vendere l’ultimo podere trezzese. Eppure la Milano blasonata, dei cui rampolli è professore, invita nei salotti e alle villeggiature l’abate Pozzone, che ottiene il titolo nel 1826 per meriti culturali. Compone un carme in latino perché il governo austriaco munisca di riscaldamento il ginnasio braidense, lascia che le sue poesie circolino anonime e declama due discorsi sull’educazione all’istituto &#8220;Racheli&#8221;: ama le materie classiche ma auspica che il programma scolastico ne proponga di varie e ulteriori.</p>
<div id="attachment_221" style="width: 241px" class="wp-caption alignright"><a href="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Alcune-Poesie-e1416986949863.jpg"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-221" class="wp-image-221" src="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Alcune-Poesie-e1416986949863.jpg?resize=231%2C342" alt="Alcune Poesie Giuseppe Pozzone, docente Brera" width="231" height="342" /></a><p id="caption-attachment-221" class="wp-caption-text">Alcune Poesie</p></div>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">È</span></span> assiduo maestro di studenti assidui: agli svogliati impartisce il minimo che pretende da loro. Forma gente che siederà alto. <strong>Giovanni Rajberti</strong>, ad esempio, che gli dedica la traduzione in milanese delle satire oraziane; o <strong>Luigi Ferrario</strong>, autore del miglior schizzo storico circa Trezzo sull&#8217;Adda. Ai suoi &#8220;discepoli&#8221; promette &#8220;di tor commiato con un pubblico segno, dedicandovi alcuni versi, de’ quali voi facevate un conto troppo maggiore del merito loro&#8221;. Così recita la prefazione ad &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;field-keywords=giuseppe%20pozzone&amp;linkCode=ur2&amp;rh=i%3Aaps%2Ck%3Agiuseppe%20pozzone&amp;tag=iopridime-21&amp;url=search-alias%3Daps%22%3ENomina%20il%20tuo%20link%3C/a%3E%3Cimg%20src=%22https://ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=iopridime-21&amp;l=ur2&amp;o=29%22%20width=%221%22%20height=%221%22%20border=%220%22%20alt=%22%22%20style=%22border:none%20!important;%20margin:0px%20!important;" target="_blank" rel="noopener">Alcune Poesie</a></span>&#8221; (18) che Giuseppe Pozzone affida moribondo alla tipografia <strong>Guglielmini-Redaelli</strong> (1841), indaffarata negli stessi mesi sui &#8220;Promessi Sposi&#8221;: del romanzo, Giuseppe  discute  e corregge le bozze col Manzoni, frequentandone la casa anche come precettore del figlio Pietro. Le poesie di Pozzone contano tre ristampe, di cui una napoletana. E intanto i suoi alunni incidono &#8220;ricco del novo sapere e dell’antica eleganza&#8221; sotto il busto del Pozzone, inaugurato nella loggia braidense.</p>
<p>Di Giuseppe i &#8220;Sermoni Sacri e Morali&#8221; saranno editi postumi dall’amico Clemente Baroni, cui confida quanto talora soffra la scelta del sacerdozio: una notte della fede, in cui pure l&#8217;abate onora i voti di povertà, obbedienza e castità. Nel 1824 compone &#8220;La Monaca&#8221; per un milanese che vuole distogliere la sorella da voti troppo frettolosi. &#8220;Ecco il tacente portico / Ecco l’angusta cella – dice – Quanta di giorni incognita / Tela d’ordir ti resta / Al primo raggio e all’ultimo / Qui poserai la testa / Incauta! Ai dì più liberi / Forse pensando invan&#8221;.</p>
<div id="attachment_222" style="width: 420px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/La-monaca.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-222" class="wp-image-222" src="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/La-monaca-300x225.jpg?resize=410%2C308" alt="La monaca Giuseppe Pozzone abate" width="410" height="308" srcset="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/La-monaca.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/La-monaca.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/La-monaca.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px" /></a><p id="caption-attachment-222" class="wp-caption-text">La monaca</p></div>
<p>Declama una poesia satirica in sesta rima anche al pranzo per la Prima Messa di un parente trezzese. Questi dovrà ammaestrare i fedeli senza citare autori d’Oltralpe che lo farebbero passare per &#8220;eretico&#8221;. In cambio il novello sacerdote riceve tre lettere davanti al nome: e &#8220;Al tocco della magica bacchetta / Il più scempio Carlìn divien Don Carlo&#8221;. Il titolo &#8220;Gli val, come si dice, e mari e monti / E può servir di facil passaporto / All’alte case di marchesi e conti / Ché quanto a dame di mezzana età / Valea ben altro quarant’anni fa&#8221;. Il prete dovrà incensare gli ieri e atterrare l’oggi, magnificare l’opera di Santa Dorotea e Santa Filomena cui si tributava allora una devozione di troppa posa. L’ironia stempera solo raccomandando al pastore d’essere galantuomo. Uno dei convitati che lo applaudono ottiene il testo dal Pozzone, promettendo segretezza: e ne piove cento copie manoscritte per i salotti milanesi salvo poi stamparlo a Genova. L’abate Antonio Fontana, direttore dei ginnasi lombardi, scusa l&#8217;ingenuità poetica del Pozzone, che pure considera il suo migliore docente. Il cardinale <strong>Carlo Gaetano Gaisruck </strong>giudica più severamente la satira, incoraggiando il trasferimento a Sondrio del Pozzone, benché questi riceva il perdono dell&#8217;arcivescovo (secondo l&#8217;amico Baroni).</p>
<div id="attachment_223" style="width: 309px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Cenotaffio-allabate-in-Appiano-Gentile.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-223" class="wp-image-223" src="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Cenotaffio-allabate-in-Appiano-Gentile-209x300.jpg?resize=299%2C429" alt="Cenotaffio all'abate in Appiano Gentile Giuseppe Pozzone" width="299" height="429" /></a><p id="caption-attachment-223" class="wp-caption-text">Cenotaffio all&#8217;abate in Appiano Gentile</p></div>
<p>Sfumata la promozione a prefetto, Giuseppe viene trasferito a Pavia come bibliotecario e direttore ginnasiale. Prima di insediarsi, si ricrea dallo scandalo alle acque di San Bernardino e a quelle valtellinesi del Masino. <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">È </span></span>ospite in casa Ghirlanda-Silva, a Cinisello, dove raduna poesie la cui prima stampa dona a &#8220;Madamigella Cagnola&#8221;. Ne diventa precettore in Appiano Gentile, malgrado la gastro-enterite. Inferocito, il male impedisce all’abate di deglutire l’eucaristia implorata sul letto di morte cui la madre (anch’essa malata) non può accorrere. Chiude le labbra chiamandola il 5 ottobre 1841. &#8220;Tutto al nulla, onde venne, sen va&#8221; scriveva. Giuseppe è sepolto ad Appiano &#8220;nel campo che muto nereggia di croci&#8221; finché, 46 anni dopo, viene traslato al Cimitero Monumentale di Milano: nella cripta del Famedio che onora i cittadini più benemeriti (cas. 1 &#8211; rep. 18). Riposa tra <strong>Tommaso Grossi</strong> e <strong>Amilcare Ponchielli</strong>. In centro città, persino una sfilacciatura di Largo Cairoli è intitolata all’abate trezzese che aveva rimato:</p>
<p>E quindi segnata la gelida fossa,</p>
<p>Che in tuono solenne domanda quest’ossa,</p>
<p>L’annunzio m’indici che tutto finì..</p>
<p>Se l’avida speme di chiara memoria,</p>
<p>Se il nome che anela fregiarsi di gloria</p>
<p>Finisce col suono del bronzo feral;</p>
<p>A terra, lucerne di gelide notti!</p>
<p>Al fuoco, vegliati papiri de’dotti!</p>
<p>Gli spirti, le fibre lograrsi che val?</p>
<div id="attachment_1736" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Milano_Cimitero_Monumentale.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1736" class="wp-image-1736" src="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Milano_Cimitero_Monumentale-300x215.jpg?resize=500%2C358" alt="Milano, cimitero monumentale, famedio, giuseppe pozzone, brera, alcune poesie" width="500" height="358" srcset="https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Milano_Cimitero_Monumentale.jpg?resize=300%2C215&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/ioprimadime.com/wp-content/uploads/2014/11/Milano_Cimitero_Monumentale.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a><p id="caption-attachment-1736" class="wp-caption-text">Milano &#8211; Cimitero Monumentale</p></div>
<p style="text-align: center;">Qui l&#8217;edizione completa di <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://books.google.it/books?id=cAsuAAAAYAAJ&amp;printsec=frontcover&amp;dq=alcune+poesie+giuseppe+pozzone&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=3Yx1VMHeLYrYasWmgKgN#v=onepage&amp;q=alcune%20poesie%20giuseppe%20pozzone&amp;f=false" target="_blank" rel="noopener">Alcune Poesie</a></span></p>
<h5></h5>
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