Paolo Bassi, podestà della Milano insorta – 1848

Paolo Bassi, Trezzo, podestà di Milano, Araldica cognomi, cognomi nobili italiani, villa Gina Concesa, Gabrio Casati, Josef Radetzky, Cinque Giornate, Gabrio Piola, famiglia Cavazzi della Somaglia, famiglia Trotti Bentivoglio, famiglia Charlé, sciopero del tabacco, Gabrio Piola.
Don Paolo Bassi
Paolo Bassi abbandonò il proprio palco alla Scala, si tagliò i baffi di moda austriaca, aderì allo sciopero del tabacco e imbracciò il fucile del fittavolo per partecipare alle Cinque Giornate del 1848.

Abita al civico 42 di via della Spiga, Paolo Bassi, milanese nato a Amsterdam nel 1798. Antonio e l’olandese Elisabetta Charlé gli danno nobili natali sotto lo stemma Bassi, scolpito anche sopra il portone della villeggiatura trezzese, in via de’ Magri. Prima che sia intitolato al Parini, Paolo Bassi frequenta il collegio barnabita «Longone». Col 1820 si laurea in Legge a Pavia, dottore «in utroque iure»; in diritto canonico e civile. Si dividono le sue giornate il proficuo riordino delle proprietà Bassi, la politica attiva e una vocazione per gli studi in matematica e fisica, che lo chiama tra i membri dell’Istituto Reale di Scienze Lettere e Arti.

Paolo Bassi, Trezzo, podestà di Milano, villa Gina Concesa, Araldica cognomi, cognomi nobili italiani, Gabrio Casati, Josef Radetzky, Cinque Giornate, Gabrio Piola, famiglia Cavazzi della Somaglia, famiglia Trotti Bentivoglio, famiglia Charlé, sciopero del tabacco, Gabrio Piola.
Corte di Casa Bassi, Trezzo: il Pozzo Vercellino

Nel 1824 Paolo Bassi bacia all’altare Elisabetta Cavazzi della Somaglia, al cui funerale Antonietta e Angelica si accodano per mano a papà Paolo già nel 1829. L’uomo la piange per oltre tre anni prima delle nuove nozze con Marietta Trotti Bentivoglio, benedette da sei figli. Tra gli altri incarichi pubblici, a Milano, siede in consiglio comunale (1830) e nella commissione «commercio industria ed economia agricola» (1839). Paolo Bassi sostiene però nel 1848 lo sciopero del tabacco (monopolio imperiale) che la città indice a danno economico dell’austriaco occupante. I soldati di Radetzky sfoggiano allora folti mustacchi, che don Paolo si taglia: abbandona inoltre il proprio palchetto, alla Scala, già speranzoso di vedere unita l’Italia.

Paolo Bassi, Trezzo, podestà di Milano, villa Gina Concesa, Araldica cognomi, cognomi nobili italiani, Gabrio Casati, Josef Radetzky, Cinque Giornate, Gabrio Piola, famiglia Cavazzi della Somaglia, famiglia Trotti Bentivoglio, famiglia Charlé, sciopero del tabacco, Gabrio Piola.
Giulio Carcano, Episodio delle Cinque Giornate (Milano, Museo del Risorgimento)

Essendo fuori Milano durante le Cinque Giornate, Paolo Bassi «si armò del moschetto da caccia del suo fittavolo conducendo seco anche i due suoi figli e si mise a dirigere le colonne di foresti e provinciali armati che accorrevano tutti all’aiuto dei cittadini». Organizza le forze fuori Porta Tosa. Rifiutando ogni grado, si arruola nella guardia civica e assiste il governo provvisorio del cognato Gabrio Casati, cui succede quale podestà. Deve riconsegnare Bassi le chiavi di Milano a Josef Radetzky che, rientrato, gli confessa: «Comprendo ciò che ella deve soffrire in questo momento». Storna dalla città la vendetta austriaca. Benché richiesto, Paolo Bassi si ritrae poi dalla politica cittadina. Nel 1851 promuove un monumento a Gabrio Piola, amico e matematico. Affida all’architetto Luigi Cerasoli il restauro concesino dell’attuale villa Gina, morendo nel 1855 prima di vederlo compiuto.