Alessandro Taccani: chi era costui?

postato in: biografia, letture, ricerca | 0

Alessandro Taccani, l’ingegnere che rinunciò allo zucchero, dà il nome alla centrale idroelettrica Enel di Trezzo sull’Adda: la sua prima biografia completa in “Fabbrica di Luce” di Cristian Bonomi (testi e ricerca), Mario Donadoni (foto moderne, grafica) e Rino Tinelli (foto d’epoca). Il volume è acquistabile, contattando l’autore dei testi (ioprimadime@gmail.com, 349/8304913).

Alessandro Taccani, centrale Taccani, Trezzo sull’Adda, Enel, Cristoforo Benigno Crespi
Alessandro Taccani (Emeroteca Sormani, Milano)

Da papà Giovanni «agente» e mamma Erminia Poulet «benestante», l’ing. Alessandro Angelo Taccani nasce milanese il 10 marzo 1876 al civico 15 di via Santo Spirito. In piazza Cavour, l’Istituto Tecnico Superiore (oggi Politecnico) è così vicino che il giovanotto ci va a piedi: sottobraccio, i libri di ingegneria industriale in cui si laurea ventiduenne nel 1898. Spende quel titolo in Boemia presso lo zuccherificio di Praga da cui Emilio Maraini, pioniere dell’industria saccarifera, lo richiama un anno dopo ad accudire i neonati impianti di Cesena e Bazzano (BO). A perfezionamento del ciclo produttivo, Taccani pubblica il manuale «Fabbricazione dello zucchero di barbabietola» (Hoepli, 1901). Ma la sua aspirazione resta più strategica che tecnica. La disciplina del padre e il garbo della madre incrociano un singolare cortocircuito in Alessandro, che è ingegnere più caloroso che calcolatore: organizzatore felice, abile a comporre interessi divergenti, se «racchiudeva in sé doti soprattutto atte a sintetizzare e coordinare semplificando». Cristoforo Benigno Crespi invita a colloquio l’ingegnere che ha appena edito il manuale. Ne intuisce le ambizioni, collocandole nella propria impresa, e propone che il giovane si trasferisca al cotonificio lungo l’Adda. Forse scambiano anche una battuta sullo zucchero, sorbendo il the. Taccani stringe la destra a Cristoforo e con la sinistra accantona la carriera nell’industria saccarifera.

Alessandro Taccani, centrale Taccani, Trezzo sull’Adda, Enel, Cristoforo Benigno Crespi
Atto di nascita di Alessandro Taccani (Archivio Comunale di Milano, Fondo Anagrafico)

Dal 1903 è direttore sui lavori dell’impianto idroelettrico «Benigno Crespi» di Trezzo, che oggi porta il suo nome; per distribuirne l’energia a Est di Milano fino a Crema e Bergamo provincia, l’anno successivo promuove la società anonima «Martesana», di cui è consigliere delegato e direttore generale. Risiede al villaggio operaio dove, col dicembre 1904, conduce in sposa la piacentina Zita Grandi.

Centrale idroelettrica Taccani, Alessandro Taccani, Trezzo sull'Adda, idroelettricità, Gaetano Moretti, Adolfo Covi, Guido Semenza, Pietro Brunati, Benigno Crespi, Crespi d'Adda, Adda, centrale idroelettrica, turbina, alternatore, centrale termica, bombardamenti, prima guerra mondiale, seconda guerra mondiale, fondazione pneumatica

Nel 1908 dirige la società anonima per le forze idrauliche di Trezzo sull’Adda «Benigno Crespi», che assorbe quella da lui fondata. Nella stessa strategia, Alessandro istituisce una Società idroelettrica del Barbellino (1923), perché Crespi ne annetta dodici anni dopo l’impianto. Ancora nel 1923 crea la Società idroelettrica dell’Alto Noce che, rilevata dalle Industrie elettriche trentine, riunisce la Società generale elettrica tridentina; di cui pure Taccani fu consigliere delegato. Il suo operato sortisce la diga del Careser (2603 m) e cinque presidi idroelettrici (Malgamare, Cogolo, Mezzocorona, Pinè, Vizze) la cui produzione converge sulle linee Crespi. Calano i cappelli a salutare l’ingegnere, che sale ormai a fama nazionale.

Centrale idroelettrica Taccani, Alessandro Taccani, Trezzo sull'Adda, idroelettricità, Gaetano Moretti, Adolfo Covi, Guido Semenza, Pietro Brunati, Benigno Crespi, Crespi d'Adda, Adda, centrale idroelettrica, turbina, alternatore, centrale termica, bombardamenti, prima guerra mondiale, seconda guerra mondiale, fondazione pneumatica
La centrale (Archivio Enel)
GLI INCARICHI DELL’ING. ALESSANDRO TACCANI

Presidente della sezione tecnologica per l’Unione nazionale fascista industrie elettriche, auspica al primo congresso dell’ente (1929): «Ciò che è stato fatto è molto, ma non è troppo. Lo sviluppo continuo del consumo d’energia elettrica in Italia, la possibilità di trasportarla convenientemente (..) lasciano sperare che i molti impianti che ancora oggi sono allo stato di progetto possano trovare in breve tempo una realizzazione». In questa speranza, prima sindaco e poi consigliere accanto a Covi, entra nella Società generale elettrica dell’Adamello che si unisce su iniziativa Edison ad altre cinque sorelle per fondare la Società generale elettrica cisalpina (1933): Taccani ne è direttore generale nell’amicizia del presidente, Silvio Crespi. Quattro anni più tardi la società Orobia rileva la Elettrica bergamasca insieme alla trezzese «Benigno Crespi»: alla dignità di vice-presidente viene nuovamente chiamato con Covi anche Alessandro, che succede poi a Silvio Crespi, morto presidente in carica nel 1944.

Centrale idroelettrica Taccani, Alessandro Taccani, Trezzo sull'Adda, idroelettricità, Gaetano Moretti, Adolfo Covi, Guido Semenza, Pietro Brunati, Benigno Crespi, Crespi d'Adda, Adda, centrale idroelettrica, turbina, alternatore, centrale termica, bombardamenti, prima guerra mondiale, seconda guerra mondiale, fondazione pneumatica
L’interno della sala macchina prima delle modifiche (Foto Rino Tinelli)

Grand’ufficiale e cavaliere del lavoro, l’ingegnere presiede al consorzio per l’alienazione dei materiali elettrici residuati dalla guerra (1920-1924), è commissario per l’Italia all’esposizione di Basilea (1926). Dopo le mature nozze con Adele Feregalli, presa in seconda moglie nel 1946, Taccani scompare l’8 luglio dell’anno seguente presso la clinica bergamasca Gavazzeni: essendo presidente di tre società idroelettriche, compresa l’Orobia sotto le cui insegne produce la centrale trezzese «Benigno Crespi», che gli viene intitolata; nonché presidente d’amministrazione per Edison ed Emiliana. Tutti traguardi la cui partenza Crespi addita all’ingegnere, facendogli forse una battuta sullo zucchero.