Nonna Lisèta e il posto in chiesa

postato in: letture | 0

Con nonna Lisèta

Anziché il Natale, da qualche anno celebro la Natività: o l’essere nato nipote di una nonna, che è mamma alla seconda più che seconda mamma.

Da mia nonna Lisetta ho imparato come si coniuga presentemente il verbo amare. Per alcuni motivi noti e per ignoti altri, smisi di andare con lei alla messa natalizia di mezzanotte quando ero piccino. Per almeno venti Natali nonna si è tenuta comunque accanto un tratto di panca libera per me, senza mai chiedermi né implorare o ingiungere che mi ci andassi a sedere. L’ho saputo da una vicina di casa, solo quattro anni fa. Da allora non manco di raggiungerla, a mezzanotte, malgrado mi aspetti felice d’incenso sempre troppo vicina all’altare. Eppure, la prima volta che mi presentai, lei non sollevò nemmeno un sopracciglio di stupore: lo stupito ero io, perché il suo amarmi sapeva della mia certa venuta. Senza che pretendesse di insegnarmi, ho imparato da lei qualcosa che queste parole forse sciupano. Se ricordo un po’ di greco: passione, pazzia e pazienza hanno comune radice.