Trezzo, quando il borgo dimenticò l’aratro per il telaio

Trezzo, da borgo rurale scarsamente irrigato a snodo tranviario, idroelettrico e industriale: la conversione che cambiò il secolo e le giornate, la postura del lavoro, dieta e cartella clinica dei contadini convertiti all’industria. I Celti chiamano «Trecc» il promontorio sull’Adda che … Continua

Famiglia Colnago, i passi negli zoccoli

Dal 1900 i Colnago intagliano zoccoli nell’ontano di Toscana, ricavando artistiche tomaie dal velluto Legler di Ponte San Pietro, finché i contadini non passano da quelle calzature alle scarpe, esposte in vetrina. Aveva già inciso «Villa Paradiso» sulla nuova casa … Continua

“Giambellino”, la tradizione della modernità

Il Giambellino dei Colombo detti “Ignasi“: la storia del cuoco granatiere che non riuscì a stagionare i salami ma, insieme alla tavola calda, aprì le bocche dei Trezzesi ai primi toast della cucina moderna. La storia del “Giambellino”, affacciato sulla … Continua

Officina Lecchi, l’innevata inaugurazione del 1953

L’officina Lecchi, quando i contadini saldavano a fine mietitura la parcella del guasto al trattore. Da una famiglia di carrettieri e falegnami alla discendenza china sui motori. Ai 200 automobilisti trezzesi, che pagavano la benzina 128 Lire al litro, l’officina … Continua

La pianta sulla torre, in cima alla storia trezzese

Seminata dal vento, già nel XIX secolo, la pianta sulla torre di Trezzo viene ricollocata la prima volta dopo l’uragano del 1937 a opera del poeta avvocato Luigi Medici, che scioglie versi dialettali sulla nuova fronda. «Castellana rustega ma fina». … Continua

Trezzo, Vaprio, Cassano: la ghirlanda dei comuni

Trezzo, Vaprio, Cassano. Un doppio nodo d’acqua, tra Adda e Martesana, scandisce la ghirlanda di tre comuni che fieramente emergono da una fluviale continuità culturale e paesaggistica: sono tre fratelli ritrovati, i comuni della provincia milanese a godere dell’Adda bella e … Continua

Pecchio, la tomba negata dell’ingegnere

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Sulle ceneri dell’ing. Palmiro Pecchio, morto trentatreenne a Milano nel 1897, disputano la Prefettura e il beato card. Andrea Carlo Ferrari: il moribondo chiede la cremazione e rifiuta i sacramenti. L’ingegnere concesino. Il 20 febbraio 1897 Palmiro Pecchio muore trentatreenne per febbre tifoidea al civico … Continua

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